Mi sto americanizzando! patatine in sacchetto, barrette kinder, coca cola. Ok, oggi è l'ultimo giorno di schifezze, giuro! sono una disadattata alimentare. ieri non avevo voglia di cucinare per non sporcare la cucina.
mi attende un vcr di politica. per il momento è tutto in stand by. il sindaco è fuggito in Libano. questo la dice lunga sul clima che regna in città...
credo che mi comprerò il cd dei Chelsea smiles. non sembrava male la loro musica. certo, il chitarrista faceva un pò troppe smorfie, e dimostrava un'attenzione smodata al look, con i suoi continui cambi di accessori (sciarpetta beige rancida di sudore, poi coppola nera da pittore francese, poi bandana alla Axl Rose). Certo, il cantante si è dimostrato un montato: continuava ad insultare il pubblico del Pieffe perchè gli sembrava troppo moscio per essere italiano, ma non aveva capito che Gorizia è una città dal back ground asburgico e raramente applaude con fervore. Un fan sfegatato ha pianto quando se ne sono andati via, stavolta per sempre (avevano già provato due volte a smettere di suonare, indignati dalla scarsità di applausi). Per il resto, gente strana: ragazze anni '50, la musa di Almodovar in coppia con John Lennon, il barman quindicenne che si dava delle arie puntando il braccio a ritmo di musica sugli avventori al bancone come per dire "tu che cosa prendi, man?", un uomo di Neanderthal che ha provato a mordere l'amica di Manu sul collo dichiarandole apertamente "sei un rimpiazzo". In realtà ambiva alla groupie con maglia maculata, che invece ordiva larghe manovre su 3 componenti dei Chelsea smiles, cominciando dal batterista dentone. Tutto questo sotto lo sguardo ebete del suo ragazzo, che non faceva una piega, forse intimidito dai talenti poliglotti della sua girlfriend.
MAH. Il mondo è strano.
dopo tanto tanto tempo lontana dal blog, riemergo nella galassia virtuale...le cose qui sono in evoluzione. tipo, ho deciso di mollare uno dei quattro lavori, quello meno gratificante e più mission totalizzante. di positivo c'è che perlomeno non dovrò lavorare 27 ore al giorno, con alzate all'alba, angoscia da oddio-devo-rispettare-le-scadenze, casa-after hiroshima (e adesso che ci penso non ho ancora tirato fuori il bucato dalla lavatrice. Quanto tempo sarà passato? una settimana? Due? ci sarà la muffa?), sarò distante mille miglia dalla prepotenza furlana e dalle riunioni-sedute di psicanalisi collettiva ma soprattutto non sarò costretta a scrivere di markette e basta. Il mio problema, me ne rendo conto, è che non ho mai voglia di scegliere.SCELTA=BIVIO=E SE SCELGO LA STRADA SBAGLIATA?Di solito aspetto un'indicazione dal destino. In questo marasma di precariato dell'informazione, poi. Che fatica!
Copione tipo delle serate di gran spolvero di Glance-casalinga ultimamente.
Far east night, la penultima, all'ariston. entriamo nella calca umana, sento odore di immondizia.
scendiamo giù per le scale nell'antro violaceo. Un girone di facce insulse. Amica bionda occhio vacuo della Lucy: impossibile fare conversazione, decreto senza possibilità d'appello e mi attengo al proposito. Vedo frangette alla beatles, gente in tiro, gente spaccata, aria viziata, mi gira la testa, musica unz unz mi trapassa dai piedi al cervello, ma chissà perchè comincia a venirmi la nausea. Sarà stata forse la cena a base di patatine in sacchetto e fragole con la panna? Speranzosa attendo che Lucy finisca la birra. Aria, aria fresca vi prego. Usciamo dopo aver abbandonato alla mondanità l'amica dall'occhio vacuo, ormai irrecuperabile. Si materializza la mia voglia di pizza. Pizza alle due di notte, la panacea di tutti i mali. Pizza e quattro chiacchere al bancone. e qui nel benessere che provo, mi rendo conto che sto diventando anche io una pensionata!!! avevo voglia di questo.
nel viaggio di ritorno, che faccio a 50 all'ora per paura degli autovelox (lunghissimo!!) mi comincia a venir sonno....
torno a casa e incredibile ma vero trovo il Ma.ce. sotto le coperte che dorme come un ghiro.
stamattina. sveglia ore 10 meno 4 minuti. ore 10 sono in redazione.
(PREMESSA: è talmente tanto tempo che non aggiorno che mentre mi loggavo ho invertito password e nickname)
ore 11, stamattina. on the road con l'auto di Channel4 diretti al Sacrario di Redipuglia per fantomatica manifestazione commemorativa. Sul ciglio della strada, un uccellino multicolore, immobile e meditabondo. sfrecciamo 5 metri avanti poi il nostro buon cuore ci costringe ad un inversione a U sul Vallone. Max il cameraman esce fuori e raccoglie il volatile, quasi impietrito mentre io faccio da palo per le auto, in modo che non si schiantino subito dopo la curva sulla nostra scoppiettante vettura.
Max mi molla il volatile, io lo appoggio sul mio notes dalla copertita impermeabile, poi mi si avvinghia con le zampette alla mano, procediamo. Ovviamente comincia a sghittarmi ben due volte, per fortuna sul notes, mi vien da vomitare. sal sacrario ci fermiamo. evidentemente l'altare della patria inietta nella mente dell'uccellino strane velleità sacrificali. comincia ad agitarsi e a svolazzare, apriamo le portiere e io fuggo fuori, non sia mai che qualche proiettile defecante mi insozzi. Benny (così l'ho battezzato), sfugge agli artigli del Bettelle, e si appollaia su un alberello che si affaccia sul canale. Poi, con un guizzo fulmineo vola via e poi (tragico epilogo) precipita in picchiata, evidentemente avendo sovrastimato le sue forze, e probabilmente cola a picco nei turbinosi flutti. Io e il cameraman accorriamo al parapetto per capire che fine abbia fatto Benny ma non una bollicina sulla superficie dell'acqua, non un stormire di fronda della vicina boscaglia, dove la caduta se non altro non avrebbe portato a morte per annegamento sicura ma ad un barlume fievole di speranza, ci consentono di vaticinare la sorte del nostro amico.
"Salvato da morte per schiacciamento e condotto a morte per annegamento" l'epitaffio ridanciano del cameraman.
questa passione per gli animali moribondi è ereditaria. Mio padre è famoso per questo. è riuscito a portarci a casa, impietosito: un cane cieco, uno scoiattolo rosso ormai inamidato dal rigor mortis che è rimasto appeso all'albero delle mele cotogne per un paio d'ore, un pappagallo, un'aquila reale. Soltanto i fagiani dalla strada passano direttamente in padella dato che mio padre è ghiotto di selvaggina.
èè iniziata la mia personale crociata contro i bugiardi. mi sento una specie di senatore mc carthy buonista. ho cominciato a tagliare il primo ramo secco questo primo pomeriggio. in passato ho commesso l'errore di non fidarmi del mio istinto troppe volte, cercando di venire incontro alle persone e di fidarmi. MAI PIù.
Così oggi mentre sentivo lo stridio delle unghie laccate di rosso sugli specchi della mitomane con cui parlavo oggi, mi veniva da ridere. come si fa a mentire così spudoratamente? soprattutto, che utilità viene dalle menzogne? un conto è omettere e posticipare la verità. ma inventare una realtà fittizia questo sì è davvero una cosa spregevole e da vigliacchi.
vi spiego un pò come sono andate le cose.
l'inquietante preludio
1)dunque, lavoravo per questa tipa a gratis per tre mesi. poi mi ha finalmente pagato.particolare agghiacciante. compenso previsto 150 euro a puntata. Lei ha il coraggio di dirmi: "bon d'ora in poi ti dò 100 e tengo le 50 e te le dò soltanto quando diventi perfetta". Io insorgo e lei ritira la minaccia.
2) mi ha promesso un contratto un mese e mezzo fa. Voi l'avete visto?
dopodichè le ho fatto un'altra puntata sempre a gratis. nel frattempo scopro la fama che la circonda.
"ah chi, xxx? occhio che non paga. " l'ex conduttrice della trasmissione se ne è andata perchè la mitomane le doveva 3000 euro e lei non glieli voleva dare.
3) ricevo un'altra proposta di lavoro. la chiamo per sapere come stanno le cose. lei: "ah perchè hai saputo del casting'"
io: che casting?
lei: no non ti preoccupare non riguarda la tua trasmissione ma altri progetti, di cui adesso non ti posso parlare.ma comunque tu non puoi lavorare per nessun altro se lavori per me. cmq dammi due giorni e hai il tuo contratto.
(voi l'avete visto?)
io: ah.
4)tempo una settimana, articoli su messaggero e piccolo: si cerca un team di quattro nuovi conduttori per latrasmissione che dovrei condurre io.
una delle sue galoppine mi invia una mail ignara in cui continua a impartirmi ordini per future trasmissioni.
le faccio presente del casting e che mi sento presa per il c--
silenzio fino ad oggi. (il casting era il 24)
la mitomane mi chiama sull'incazzoso isterico. "dobbiamo parlare seriamente"
io: già"
"a me hai detto una cosa e sul giornale è uscita un'altra.
lei: no in realtà io ho usato il nome della trasmissione per cercare nuovi presentatori per altri progetti. e tu hai scritto quella mail e mi ha fatto girare le balle ma io mi sono tenuta fino al casting perchè allora sì ho pensato allora sì che cerco altri presentatori sennò quel programma era tuo.
io: (ironicamente glaciale: superbo tono di voce!) a posteriori puoi trovare molte giustificazioni.
PREMESSO CHE
tempo di schifo, qui a Gorizia. nonostante oggi per miracolo avessi un ombrello, rinvenuto in uno dei due armadi degli orrori (ricettacolo del disordine, ho adottato anch'io il metodo di pulizia alla subber), sono riuscita a inzaccherarmi dai piedi fino ai polpacci nel tragitto fino alla redazione.
VISTO E CONSIDERATO CHE
il cameraman era di pessimo umore. i servizi che faccio oggi mi fanno senso. non uno straccio di notizia a pagarla oro oggi. soddisfazione lavorativa pari allo zero assoluto. non sono riuscita a vedere la fine del castello di owl. ah, c'è consiglio comunale stasera in uno dei miei paesucoli. e come se non bastasse sono venuti i tecnici della fotocopiatrice e mi sono vergognata di possedere solo le chiavi del retrobottega e che un estraneo vedesse quanto fa pietà questa sede goriziana. avrei voluto sprofondare. mi identifico troppo con questa azienda. ecchecavOLI.
SI DECRETA UFFICIALMENTE LA DEPRESSIONE DI GLANCE PER TUTTA LA GIORNATA ODIERNA.
lì 20 febbraio 2006
prime esperienze della glance su una tavola da neve. saturday 31st. provo la tavola da soft del promesso sposo di Medea, piede 41, scarponi laschi. non mi reggo in piedi. plop cado di testa, plop cado di schiena e sento un formicolio elettrico alla nuca (pensiero subitaneo: paralisi!) ma per fortuna mi rialzo. Sunday 1st. mi noleggio lo snowboard.specifico: è la prima volta e ciononostante mi rifilano una tavola da hard, che sarebbe a dire un suicidio, va molto più veloce. via crucis sui campetti con la tavola a spalla, fiatone quando arrivo in cima mentre la Sissi, novella snowboarder pure lei ma evidentemente più portata, compie evoluzioni sulla pista (riuscendo anche a salire sullo skilift che per me rimarrà un taboo). la stanchezza mi convince a provare lo skilift. cado quattro volte faccia sulla neve proprio all'inizio. appena il tipo mi vede arrivare, la frase d'obbligo, di fronte alla mia espressione sconfortata è: "ci riproviamo?" mi arrendo. nel frattempo ho imparato a curvare voltandomi a monte. il problema sono invece le frenate: ho rischiato la collisione con una tipa impacciatissima che saliva a scaletta, io filavo giù e non riuscivo a curvare o frenare urlando" PISTA PISTA!! SPOSTATI AIUTO AIUTO e lei mica spostarsi! ha cominciato, presa dal panico a gridare pure lei" NO NO NOOO SE MI PRENDI NON MI RITROVI PIùùù" Al che mi è toccato buttarmi a terra di sedere per evitare l'impatto.dopodichè sono riuscita a centrare il paletto che segnava la salita dello skilift e, cosa ancora più terrificante, il cartello di legno con il nome della pista mentre un pubblico sbigottito di una trentina di persone assisteva alla scena con cui alla velocità della luce mi schiantavo sopra. grazie ad un sotterfugio (se riprovi a salire sullo skilift ti diamo una sigaretta) Sissi e il Furlan riescono a farmi ritentare lo skilift: riesco a fare metà ripetendomi come un mantra stai dritta stai dritta ma un dosso di neve malandrino a metà salita mi fa capitombolare.
ALLA FINE PERò ce l'ho fatta!!! liberazione!!!
Il titolo della gazzetta del giorno dopo.
sette ore di auto, fra il traffico da rientro e incidente su viale Certosa. L'operosa Milano mi accoglie. molliamo la seicento in un parcheggio nelle vicinanze dello stadio con le chiavi sopra. di corsa nel freddo col fiatone (io), tenendosi per mano e schivando le montagnole di neve ghiacciata che ancora cospargono le vie- ha nevicato venerdì abbondantemente nella metropoli- finchè non emerge all'orizzonte San Siro, enorme, con luci acquamarina, le torrette a spirale, migliaia di tifosi che brulicano.
controlli sommari gli ingressi e sono dentro. i boati delle curve si odono fin da fuori, cerchiamo il posto, terzo anello verde, popolo nerazzurro ovunque, le curve si sfidano con bandierine luccicanti e striscioni "l'unica bandiera quella rossonera", tamburi che ritmano i cori, un'immensa arena stracolma di gente vociante. ci sediamo giusto in tempo per il fischio d'inizio.
tutto il resto è storia.
io so che vinceremo. penso ad un 2-1. ma i colpi di scena di susseguono e finisce 3-2. una vittoria di quelle che non ti dimentichi, emozionante, incredibile, strillo ad ogni goal con una potenza di decibel inaudita.
non tutti condividono la mia gioia...
poi Rob ci porta in giro, tour della città in auto, i navigli, il centro, porta Romana, santa maria delle grazie, il bar Magenta, il più vecchio di Milano, un misto tra caffè liberty e irish pub.
tempo di commiati, si ritorna a casa. dormo quasi tutto il viaggio, vinta dal sonno.
...L'affitto del sole si paga in anticipo..
scrocchio di foglie secche sotto gli anfibi.
il maniero ammantato della notte.
apolide a volte.
un consigliere comunale che si improvvisa lavavetri con strumenti di fortuna al semaforo di corso italia, incrocio con viale XXIV Maggio e fa gli aloni sui parabrezza delle auto. "due figli e un mutuo da pagare" e dieci giorni di sospensione dal lavoro. "Scrivilo che è questo il futuro che ci aspetta".
come faceva quella poesia di Brecht?
chissà come stanno i miei nonni...